Le storie del filò di Verona

Antiche tecniche di divinazione per le previsioni del tempo

Le calende

Quando non esistevano le previsioni meteo i contadini si affidavano a tecniche empiriche per prevedere quale annata aspettarsi.
La tecnica delle calende era applicata in varie regioni d'Italia, con differenze riguardo al periodo scelto per la divinazione.
Nella le calende si praticano nei primi 25 giorni del mese di gennaio annotando ogni giorno il tempo metereologico:
I giorni dall'1 al 12 rappresentano i 12 mesi nell'ordine 1-gennaio, 2-febbraio...,12-dicembre.
I giorni dal 13 al 24 rappresentano i 12 mesi nell'ordine inverso: 24-gennaio, 23-febbraio...,13-dicembre.
La previsione viene data mese per mese: se ad esempio il 2 e il 23 sono sereni lo sarà febbraio, in caso di discordanza sarà variabile.
La validazione della divinazione dipende dall'alba del giorno 25 gennaio, San Paolo dei segni: "delle calende me ne curo se el giorno de San Paolo l'è scuro".
Vale a dire che le previsioni sono valide se il cielo del 25 gennaio presenta dei segni particolare come ad es.striature di nubi basse.


calendario dei primi 25 giorni di gennaio
Calendario dei primi 25 giorni di Gennaio

Il periodo delle calende può essere esteso a seconda della tradizione, citiamo a titolo di esempio da un testo pubblicato dall'associazione Soraimar di Asolo (Veneto):
I giorni endegari, cioè indicatori, stanno all’interno delle calende, periodi di 12 giorni che individuano progressivamente i mesi dell’anno di cui rispecchieranno l’andamento. Ad ogni calenda (o calendra) ne può seguire una seconda (impropria) con scopo di verifica, in cui l’ordine dei mesi viene considerato invertito. La concordanza d’esito dei segni sul mese è indicativo di certa previsione. Se si considerano i tre cicli di calende (13-25 dicembre; 25 dicembre-6 gennaio; 1-12 gennaio) e le loro estensioni di verifica (altri dodici giorni in ogni caso), relazionandole ai proverbi popolari sui Santi, si comprende meglio il senso globale delle previsioni.