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Che cosa sono le mafie?

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La mafia è una forma di criminalità organizzata che non solo è attiva in molteplici campi illegali, ma tende anche ad esercitare funzioni di sovranità, normalmente riservate alle istituzioni statali, su un determinato territorio, imponendo ad esempio una sorta di tassazione sulle attività economiche legali e dotandosi di un sistema normativo che prevede sanzioni violente per coloro che da esso sono considerati devianti. Si tratta quindi di una sorta di criminalità che presuppone alcune condizioni: l’esistenza di uno Stato di tipo moderno, che rivendichi a sé il monopolio legittimo della violenza, un’economia libera da vincoli feudali, fondata cioè sulla proprietà privata e sul mercato, l’esistenza di violenti in grado di poter operare in proprio, imponendo anche alle classi dirigenti la propria mediazione violenta. Naturalmente la debolezza dello Stato, ed in particolare la sua incapacità di garantire l’ordine e la sicurezza attraverso un apparato di polizia e di strutture giudiziarie efficienti, è condizione indispensabile per l’affermarsi di un potere alternativo e violento.

Storia

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La mafia si sviluppa in Sicilia dopo l'abolizione del sistema feudale nel 1812. Il trasferimento di gran parte della proprietà terriera alla borghesia indusse i nuovi proprietari ad organizzare bande o squadre per il controllo territoriale. Le bande fungevano da mediatori tra ladri e derubati, tra contadini e nuovi proprietari e davano protezione agli affiliati. La sottovalutazione del fenomeno mafioso da parte del governo centrale, consentì la penetrazione della mafia nelle istituzioni legali, legittimando ulteriormente il potere mafioso agli occhi dei siciliani.Con la caduta di Mussolini e di conseguenza la sua campagna repressiva contro la mafia, essa riapparve. Gli uomini d'onore, antifascisti convinti, passarono dal carcere alle cariche pubbliche. In realtà, gran parte dei mafiosi era sfuggita alla repressione fascista rifugiandosi negli Stati Uniti d'America, dove dettero vita all'Unione siciliana, chiamata più tardi Cosa nostra.


Bologna 21 Marzo 2015: XX Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

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"La verità illumina la giustizia", questo lo slogan scelto per XX Giornata delle memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La Giornata della Memoria e dell'Impegno ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. Circa 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perchè, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.Oltre che le vittime innocenti delle mafie, quest'anno verranno ricordate, in accordo con le associazioni dei famigliari , le vittime della strage del 2 agosto della Stazione di Bologna e le vittime della strage di Ustica, per le quali ricorre il 35esimo anniversario. Ma nei giorni che precederanno la manifestazione del 21 marzo sempre a Bologna si ricorderanno le vittime del genocidio di Sebrenica, delle quali si celebrerà il 20 anniversario. Vittime innocenti delle mafie e vittime delle stragi, oltre che dal ricordo e dall'impegno di tutti, sono legate dalla domanda di verità e giustizia che si alza forte ogni anno da parte dei loro familiari. Ancora oggi, infatti, per il 70% delle vittime innocenti di mafie non è stata fatta verità e, quindi, giustizia. E lo stesso diritto alla verità è ancora oggi negato ai familiari di chi ha perso la vita nelle stragi.


Conferenza e lettura dei nomi delle vittime delle mafie