Le storie del filò di Verona

Le mura romane a Verona

Verona Iconografia Rateriana

Iconografia Rateriana, la più antica immagine di Verona


Il primo nucleo urbano di Verona fu costruito sul colle di San Pietro, dove probabilmente c'erano già stati insediamenti nell'età del bronzo. La prima città romana si trovava quindi dove ora c'è la Caserma Austriaca detta "Castel S. Pietro" , arrivava fino al fiume e probabilmente era protetta da mura. Lo testimonia il ritrovamento di un bastione costruito tra l'80 e il 90 a. C. che doveva essere parte di un più ampio sistema di difesa.

Nel I secolo a. C. venne ricostruito il ponte sull'Adige, oggi chiamato ponte Pietra, che era probabilmente in precedenza di legno. Nel 49 a. C. venne allargata la cittadinanza romana anche a Verona. Si decise di spostare la città all'interno dell'ansa dell'Adige, a sud del colle, in quanto il fiume stesso avrebbe protetto da eventuali attacchi esterni, mentre per la difesa sarebbe bastata la costruzione di due tratti di cinta.

La città venne così ricostruita secondo i criteri dei "municipia" romani:
Il decumano massimo (gli attuali corso Porta Borsari-corso Santa Anastasia) era il prolungamento della via Postumia ed era perpendicolare al cardo massimo (ora via Sant'Egidio-via Cappello-via Leoni), paralleli correvano i decumani e cardi minori, in entrambi i casi quattro a destra e tre a sinistra.

A Verona fu costruita la prima cinta muraria in epoca tardo repubblicana, lunga più di 900 metri era realizzata a filari alternati di grossi ciottoli, legati con malta e mattoni. Successivamente in epoca imperiale, nel 44 d.C., le porte Jovia e Leona, inizialmente piuttosto semplici, vennero rivestite in marmo e pietra e rese monumentali.

L'espansione di Verona romana continuò fino al III secolo d.C. Nel 258 gli Alamanni irruppero dalla val d'Adige, vennero sconfitti, ma l'imperatore Gallieno decise di fortificare ulteriormente Verona. Sorsero così le Mura di Gallieno che comprendono certamente la cinta che circondava l'Arena, mentre oggi appare dubbia l'attribuzione a Gallieno della più ampia cinta di mura dalla Porta Iovia a Porta Leona, le cosiddette "Mura di Gallieno". L'iscrizione su Porta Jovia, oggi Porta Borsari, dove si dice che l'imperatore costruì le nuove mura dal 3 aprile al 4 dicembre 265 d.C.oggi appare un atto di propaganda dello stesso Gallieno perché la porta risale al 44 d.C e normalmente le scritte venivano poste sui monumenti all'atto della loro costruzione. Inoltre nelle basi delle torri sono stati rinvenuti manufatti che non esistevano prima del 400 d.C.
Quindi buona parte delle mura attribuite a Gallieno furono costruite più tardi intorno al 500 d.C da Teodorico, Re degli ostrogoti, che aveva la sua capitale a Ravenna ma soggiornava spesso a Verona.